Conosciamo Stefano Barbaresco, quando la musicalità entra in contatto con l’arte

(di Maurizio Piccirillo)

Stefano Barbaresco
Nov 22 2017

Conosciamo Stefano Barbaresco, quando la musicalità entra in contatto con l’arte (di Maurizio Piccirillo)

Sorprende, il giovane artista molisano Stefano Barbaresco, quando entriamo in contatto visivo con le sue opere pittoriche. Di queste, colpiscono la vivacità, il movimento e il calore che trasudano dalle forme che l’artista riesce a creare con lodevole maestria. Eppure, il suo percorso creativo non ha un’origine prettamente pittorica, in quanto Stefano Barbaresco nasce come musicista e compositore, e dopo la maturità artistica ho perfezionato gli studi musicali alla Percentomusica di Roma. In questi giorni lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio e fargli alcune domande.

 

-Stefano, lei ha cominciato ad entrare nel mondo creativo attraverso la musica, come e quando ha sentito il bisogno di entrare nell’arte visiva?

Da piccolo adoravo disegnare, passavo ore a cercare di riprodurre qualsiasi cosa, dai fumetti Disney, che adoravo, ad ogni sorta di immagine o paesaggio, il mio primo vero incontro con la pittura ad olio tuttavia avviene al liceo artistico cimentandomi nella riproduzione di un meraviglioso dipinto di Salvador Dalì dal nome un po’ improponibile ma nello stile del genio di Figueres “Bambino geopolitico che osserva la nascita del nuovo mondo”. Da quel momento e negli anni successivi ho perfezionato la mia tecnica figurativa confrontandomi con molte altre copie e in diversi stili da Magritte a Caravaggio e con piccole incursioni nell’impressionismo francese. Tuttavia, non trovando una direzione a me idonea ho abbandonato completamente la pittura per qualche anno per poi riscoprire pochissimi anni fa una dimensione creativa a me più idonea nell’astrattismo contemporaneo e l’utilizzo dell’acrilico che tuttora è il mio campo esplorativo e di ricerca”.

 

-Come può definire le sue opere d’arte? Qual è il messaggio, se c’è, che vuole trasmettere?
Firebreath_opera-di-Stefano-Barbaresco
“Sono un musicista, e la musica per me è il principale mezzo espressivo oltre che essere ormai una componente integrante del mio essere, ma con la pittura ho scoperto una dimensione altrettanto intima dell’espressione, con il vantaggio di trarre spesso ispirazione dalla musica stessa durante l’atto pittorico. Col tempo si è creato un connubio attraverso il quale una forma d’arte influenza l’altra in maniera sinergica. Per me la pittura è un processo molto personale ed è intimamente legato alla scoperta e riscoperta interiore procurandomi in un’alternanza di fasi frenetiche o più rilassate, quelle che definisco “massime esperienze”, momenti di gioia senza tempo, quasi mistici. Mi ritengo ancora in una fase inziale e sono concentrato su come le infinite combinazioni cromatiche influenzino il campo emotivo e quello che io chiamo l’universo sconfinato e ancora poco indagato delle sensazioni. Tuttavia sono convinto che l’arte possa e debba farsi veicolo di messaggi importanti, la vera arte dovrebbe analizzare a fondo lo “zeitgeist” esponendo i paradossi e mettendo a nudo le ipocrisie della contemporaneità nel tentativo di contribuire ad innalzare il livello di consapevolezza collettivo”.

 

-Cosa pensa dello stato attuale dell’arte in Italia e nel mondo?

“Non credo sia facile definire lo stato dell’arte attuale nel mondo, sarebbe opportuno innanzitutto cercare di abbandonare o perlomeno limitare l’inconscia influenza del canone estetico occidentale che non ci permette di osservare e giudicare con obiettività, ammesso che sia possibile, scopi e finalità di tendenze culturali e artistiche molto diverse dalla nostra, penso all’Asia e all’Africa in particolare con le loro infinite sfaccettature, per non parlare poi delle vivacissime espressioni artistiche dei popoli nativi. In Italia e più in generale in occidente ,anche se con differenze a volte notevoli da paese a paese, non credo che l’arte oggi stia passando un’epoca d’oro, e questo vale anche per altre forme espressive e per l’interesse verso la cultura in genere. Quello che mi ha sorpreso in questi ultimi anni è stato però scoprire una sterminata comunità di artisti emergenti ai quali il web permette oggi di interagire e scambiarsi opinioni oltre che far conoscere la propria arte ovunque nel mondo. Io stesso ho ricevuto spunti interessantissimi e ho tratto ispirazione da lavori di artisti che quasi in sordina contribuiscono a dare una direzione, si spera inedita e innovativa, all’arte contemporanea. Detto questo credo che una delle più straordinarie forme d’arte contemporanea oggi sia la Street Art, che oltre ad essere profondamente connessa ai temi sociali ha il grande pregio di portare il suo messaggio e i suoi colori fuori dalle gallerie, rendendo l’arte visiva a portata di tutti“.

 

-Ha qualche artista da cui a preso ispirazione e quali sono i suoi progetti futuri?

Nebula-opera-di-Stefano-Barbaresco“Dalì e il surrealismo sono stati la mia prima folgorazione, Michelangelo e Leonardo per il genio e la sterminata sete di conoscenza, L’espressionismo astratto in toto con una particolare predilezione per De Kooning e Rothko.. Oggi seguo molto Blu e Banksy ma voglio segnalare due artisti contemporanei probabilmente sconosciuti ai più, la portoghese Carla sa Fernandes e l’irlandese Fintan Whelan che sono stati spunto per molti dei miei lavori. Ho una profonda passione per l’Astronomia e quindi artisti a parte una inesauribile fonte d’ispirazione per me e il mio lavoro sono fenomeni cosmici come esplosioni di supernovae e le nebulose tanto da ispirare una recente serie di lavori denominata “Nebula”. Forse per me “la sola rivoluzione” per citare un libro capolavoro di Krishnamurti, sarebbe abbandonare il mio atelier e iniziare a dipingere per strada, ma vedremo, nel frattempo, oltre a continuare la mia personale ricerca con l’astratto sto cercando di concretizzare un ritorno all’olio e al figurativo con una serie dedicata al nudo femminile e la geometria sacra”.

Maurizio Piccirillo

 

(fonte: http://www.giornalemetropolitano.it/conosciamo-stefano-barbaresco-quando-la-musicalita-entra-in-contatto-con-larte/)

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